| Lo scatto dell'H-S Precision |
| Scritto da paolo.orange | ||||||||||||||||
| Sabato 07 Novembre 2009 21:03 | ||||||||||||||||
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Come tiratore di semiatomatici di derivazione militare ho sempre subito (è il caso di dirlo) le commosse descrizioni dei leggendari scatti delle carabine sniper dove i grammi sostituisco i chili e la seta giapponese sostituisce la carta vetrata. Quindi brugola in mano e iniziamo a smontare e vedere che c’è dentro.
La prima cosa che colpisce della configurazione meccanica dello scatto dell’HTR è l’estrema semplicità della realizzazione: uno scatolato chiodato d’alluminio che contiene grilletto, scatto e viti di regolazione e che realizza con pochi pezzi un scatto single- stage con regolazione della forza di sgancio, del retroscatto e della corsa. Bellissimo!
Rimuoviamo ora le due spine che vincolano il pacchetto di scatto alla culatta e procediamo al suo completo smontaggio. Le regolazioni delle viti dello scatto del mio H-S (dei grani con testa a brugola) sono state eseguite in fabbrica e le relative viti sono state bloccate in posizione con una resina piuttosto coriacea. Vi consiglio ammorbidire la resina con dell’acetone e toglierne il grosso con la punta di uno stuzzicadenti. Il lavoro è un pò lungo ma è necessario pulire accuratamente la testa del grano prima di tentare lo smontaggio. Usate poi una brugola da 1.5 mm. Rimuovete a questo punto la spina che trattiene il grilletto ed il gioco è fatto, tutto il pacchetto è stato smontato. Di serie il mio scatto “grattava” impercettibilmente, poca cosa, forse era un pò sporco, ma è questo il momento di intervenire. Come prima azione diamo la solita lucidata alle superfici di scatto con il Sacro Dremmel, il feltrino e la pasta abrasiva da carrozziere.
Rimontate ora il grilletto e la sua spina e verificate che il movimento sia bello fluido. Vediamo ora come intervenire sul peso dello scatto. La bellezza di questa unità è che quando i piani di scatto sono prossimi allo sgancio, il loro movimento è pressochè parallelo al piano di ingaggio. Questo in soldoni vuol dire che tirando il grilletto non sollevo la barra di scatto e non armo ulteriormente il percussore e che quindi non percerpisco ulteriori sforzi. In pratica il peso percepito di scatto dipende esclusivamente dall’attrito tra le superfici di scatto e dalla molla che contrasta il movimento del grilletto. Grandissima geometria! La molla di serie è piuttosto dura e suggerisco di sostituirla con un’altra secondo le vostre preferenze. Tenete presente che è impossibile che una sola molla sia in grado di generare un campo di sforzi ampio, per esempio da 100 grammi a 1500 anche perchè la corsa utile di regolazione della vite è un pò limitata. Di fatto è necessario selezionare più molle per coprire intervalli più limitati, per esempio da 400 a 800 grammi o da 600 a 1000 e così via. Bisogna provare.
Vi consiglio in ogni caso di insallate la molla più lunga possibile e di arrotondare l’estremità del guidamolla ricavato sul grano di regolazione per evitare l’impuntamento delle spire. Con molle leggere sono arrivato a 100 grammi di scatto, ma per i mei gusti ho preferito per una molla più rigida per un peso totale di scatto di 600 grammi. La regolazione fine del peso di sgancio si fa come al solito stringendo al massimo la vite di regolazione del peso di scatto. Si appende poi al grilletto una massa pari al peso di scatto voluto e si allenta di 1/8 di giro per volta la vite di regolazione fino allo sgancio.... si, non ridete, io uso una bottiglia di succo di frutta riempito di palle del 9, funziona.
Il passo successivo è la regolazione della vite che limita il collasso di retroscatto. La regolazione è facilitata dalla geniale finestra che permette di vedere i piani di scatto. A percussore abbattuto si stringe la vite di regolazione fino a fondo corsa senza forzare. A questo punto si restituisce poi il classico ottavo di giro per sicurezza. L’ultima regolazione che rimane è la corsa di scatto o la superficie di ingaggio dei piani. Anche in qesto caso la finestra ci è d’aiuto. La regolazione è una questione personale, io preferisco delle corse piuttosto lunghe, ma non è una regola. Suggerisco tuttavia di evitare delle corse troppo contenute che causano delle lunghezze di ingaggio micrometriche. Come al solito alcuni trucchi:
Se a questo punto siete soddisfatti del risultato ottenuto, meritate certamente di “firmate” l’opera con un bel logo verniciato sul calcio. |

La prima cosa che faccio quando metto le mani su un’arma nuova è smontarla fino all’ultimo pezzo per capire come funziona e se necessita di qualche cura, incluso lo scatto, che, come un buon paio di scarpe, deve essere “della misura giusta”.













Commenti
Attendiamo nuove riflessioni.
Bravo !!! Ottima idea le newsletters.
dai mandatemene altri.